capriate2Fra le strutture in legno, le capriate reticolari costituiscono un tipo di costruzione diffuso che sfruttano pienamente i vantaggi potenziali del legno ed i benefici delle connessioni meccaniche.
Esse trovano applicazione per luci imponenti, per costruzioni a telaio, come elementi di coperture e d’irrigidimenti per parete.

Le capriate sono un elemento architettonico, tradizionalmente realizzato in legno, formato da una travatura reticolare piana posta in verticale ed usata come elemento base di una copertura a falde inclinate.
Punto di forza della capriata è la sua struttura di ripartizione in triangoli, ciò nonostante sia basilare la coesione tra i suoi vari elementi, capriate1il suo impiego nei rustici, capannoni industriali e nell’edilizia residenziale riscuote ancora oggi largo consenso.
Elementi:
  • Due puntoni (inclinati), soggetti principalmente a compressione, anche se in realtà esiste una componente di flessione. Una versione particolare, che riduce l’inevitabile componente di flessione del profilo, è quella che prevede due sottopuntoni che si congiungono con i saettoni.
  • Catena inferiore (orizzontale), sottoposta a trazione e spesso suddivisa in due spezzoni giuntati in corrispondenza della staffa catena/monaco, il suo compito è quello di eliminare le forza orizzontali dovute ai puntoni.
  • Monaco od ometto (verticale), soggetto a trazione e staccato dalla catena. E’ presente solo una fasciatura metallica (staffa) a esso collegata che avvolge la catena senza connessioni. Questo accorgimento serve a mantenere il monaco stesso e le parti a esso. capriate3Elementi costituenti la capriata collegate in un unico piano, evitando la deformazione dell’intero sistema reticolare; al tempo stesso permette al monaco di abbassarsi e alzarsi al variare del carico di copertura. Sempre il monaco garantisce una più corretta connessione dei due puntoni in sommità e riceve nella parte inferiore i due saettoni riportandone lo sforzo direttamente in colmo.
  • Saette (inclinati) o saette o contrafissi, sollecitati a compressione e solidalmente connessi con il monaco, con funzione di limitare l’inflessione dei due puntoni trasferendone i carichi al monaco. I saettoni dovrebbero essere posizionati a circa un terzo della lunghezza del puntone a partire dal colmo.
  • Fasciature, cerchiature, staffature, bullonature, garantiscono un più efficace trasferimento degli sforzi fra i profili, completando anche l’azione degli eventuali intagli e sagomature.